Il premio della Principessa delle Asturie (che fino al 2014 era invece intitolato al Principe delle Asturie) è un premio che nasce nel 1981 e premiano diverse qualità e diversi lavori come quello scientifico, tecnico, culturale, sociale e umano svolto da individui, istituzioni, gruppi di persone con particolare attenzione al “mondo” ispanico.

 

I primi della Principessa delle Asturie vengono consegnati ogni anno nella città di Oviedo, capitale del Principato delle Asturie. La solenne cerimonia si celebra nel Teatro Campoamor alla quale assistono personaggi importanti da tutto il mondo culturale, imprenditoriale e anche sportivo.

 

Il premio consiste in un Diploma, una scultura di Joan Miró, un’insegna con lo scudo della Fondazione Príncipe de Asturias e 50.000 euro. Se il premio fosse condiviso con altre persone, ad ognuno di loro corrisponderà una percentuale.

 

Nelle sue prime edizioni il premio veniva consegnato soltanto a persone ed istituzioni iberoamericane. Dall’anno 1990 il premio viene esteso anche a candidati di altre nazionalità così da dare al premio una notorietà internazionale.

La prima cerimonia della consegna del Premio Príncipe de Asturias è stata celebrata il giorno sabato 3 di ottobre dell’anno 1981. Nei primi anni la data della consegna veniva deciso dalla casa reale, successivamente si decise che c’era bisogno di una data ufficiale in maniera tale che le persone che dovevano ritirare il premio si potessero organizzare per tempo. Così dall’anno 1994 venne decisa come data ufficiale quella dell’ultimo Venerdì di ottobre, sempre che non coincida col ponte di tutti i santi.

Fra le persone più conosciute a livello internazionale ad aver ottenuto questo premio troviamo: Vittorio Gassman, Woody Allen, Paco de Lucía, Pedro Almodóvar, Bob Dylan, Riccardo Muti, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, la Nazionale di calcio del Brasile, l’organizzazione del Tour de France, Fernando Alonso,  Michael Schumacher, Rafael Nadal, la Nazionale di calcio della Spagna vincitrice del mondiale in Sud Africa, Umberto Eco e Google.